"Mi Garba": quando la passione diventa cucina

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 Carlottissima con Tristana Tramonti

Come ormai sapete, la cucina e la buona tavola sono una delle cose che più mi attraggono e mi fanno stare bene.
Ecco perché vi propongo questa bella storia di passione e amore: non solo verso la tradizione gastronomica di una delle più belle zone d’Italia – la Toscana – , ma anche verso la creatività, la curiosità, il desiderio di mettersi alla prova.
E’ la storia di Tristana Tramonti e del suo ristorante, il Mi Garba: eccola.


Bella, elegante, entusiasta, volitiva: forse non bastano questi aggettivi per descrivere Tristana.
Perché quando una donna, dopo i 40 anni, decide di seguire il cuore e la passione, dimenticando tutto il suo passato e lo fa diventando una imprenditrice di successo, beh allora siamo di fronte a una persona davvero speciale.

Mi Garba, Milano

Così, dopo essere cresciuta in una famiglia che aveva fatto del divertimento di grandi e piccini il proprio DNA, Tristana decide di mettersi in gioco e di provare a inventare un nuovo modo di fare ristorazione: è lei l’inventrice dei diners, locali stile USA anni ’50, che spopolano in Toscana e non solo.

Ma arriva il momento di lanciarsi anche nel recupero della migliore tradizione della cucina italiana, quella toscana appunto.

Niente di meglio che sfondare negli States dove apre il primo MI Garba.
E’ la New York elegante e glam che apprezza il buon cibo, che ama lo star bene e che adora la culla della cultura nel Vecchio Continente.

Perché dunque non replicare a Milano, città dalla vocazione  cosmopolita e sempre più votata come miglior meta italiana per turisti stranieri che desiderano conoscere il nostro straordinario Bel Paese?

Ecco che allora dal prossimo sabato tutti potranno apprezzare il gusto sobrio e raffinato di questo locale.
Tavoli in legno, lampade artigianali ricavate da damigiane, antiche litografie a ricordare il paesaggio toscano,  e soprattutto i piatti prelibati tipici della terra di Dante.

Bruschette, taglieri, pasta e fagioli, pappa al pomodoro e ribollita; e poi gli spezzatini con piselli o carote e la carne cruda, al coltello o tartare.
Possono poi mancare carciofi, insalatone ed erbette? Certamente no!

E per concludere cantuccini al cioccolato, o con i fichi o con le nocciole da gustare col vin santo, vera delizia per il palato.

E’ tutto?
No certo: manca il buon vino e quello, se permettete, a tavola deve essere sempre protagonista!
Dimenticavo: per assaporare tutto il bello e il buono della Toscana potete cliccare qui.

Buon appetito!

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