Messico: alla scoperta dell’Isola di Cozumel, un angolo di paradiso

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Il freddo è arrivato e puntuale, come ogni anno, anche la voglia irrefrenabile di sole e caldo; mi basta chiudere gli occhi e ricordare i posti belli che ho visitato e in cui vorrei tanto poter fare un nuovo viaggio.
Tra questi la meravigliosa Isola di Cozumel in Messico: un piccolo angolo di paradiso da girare anche in un solo giorno, dove tra vegetazione rigogliosa, spiagge bianchissime, pesci colorati e magnifici coralli, il tempo sembra essersi fermato e la felicità si può toccare con mano.
Pronti per l’avventura? Si parte!

Cozumel è una piccola isola nel Mar dei Caraibi, lunga meno di cinquanta chilometri; un tempo terra dei Maya, ha una natura quasi incontaminata se pensiamo che solo una piccolissima parte (circa il 6% della superficie) è stata urbanizzata.

Il clima è tropicale e ha una stagione secca da febbraio ad aprile, mentre le piogge sono più frequenti nei mesi di Settembre e Ottobre: noi ci siamo stati in dicembre e il tempo era fantastico!

Cozumel fu consacrata dai Maya alla dea della fertilità ed ecco perché divenne la meta delle donne desiderose di diventare madri.

L’isola fu scoperta dagli spagnoli nel 1518, pochi anni dopo la scoperta dell’America e fu praticamente messa a ferro e fuoco e distrutta dal Cortés e dal suo equipaggio, che decimò la popolazione contaminandola con il vaiolo: degli oltre 40.000 abitanti ne rimasero in vita solo 30!

Nonostante la devastazione spagnola, Cozumel è rimasta una importante riserva archeologica dell’epoca Maya e una riserva naturale dove flora e fauna sono ricche e bellissime.

Scesi dalla nave, siamo stati accolti da una miriade di colori e di suoni con una allegria contagiosa; appena fuori dal porto abbiamo noleggiato una mitica dune buggy.

Accessori meno di niente (indicatori di direzione? finestrini? clacson?), cambio di quelli che nemmeno le 500 degli anni ’60, freni quasi insistenti, ma la magia del vento tra i capelli, la sensazione di libertà e l’allegria di questo posto così straordinario valgono la pena di correre qualche minimo rischio.

Il traffico è praticamente inesistente e si può girare l’isola attraverso un nastro di asfalto che costeggia il mare.

Una sosta per fare un po’ di snorkeling è doverosa, siamo nel paradiso dei subacquei: si trova tutto a noleggio, sono molto ben organizzati e il dive master segue ciascuno di noi con occhio attento, così da non trovarsi in situazioni pericolose.

Ci rimettiamo in marcia, verso la parte dell’isola opposta al porto e tutta da scoprire.

Infinite distese di sabbia e foreste di mangrovie, il blu turchese dell’acqua che sembra ancor più bello a contrasto con la sabbia bianca e l’unico suono percepito è il nostro: siamo noi che cantiamo a squarciagola lungo la strada.

La sosta per il pranzo è ridotta al minimo, il pasto, a base di specialità locali (fondamentalmente riso bianco e pollo, oltre alla frutta, ovviamente!) è veloce e leggero in un capanno di fronte all’incantevole Playa San Martin, una delle più ammirate dell’isola.

Ci muoviamo in fretta perché ci aspetta la visita al sito Maya del Pueblo del Maiz.

Un tuffo nel passato di cui mi piacerebbe potervi raccontare tanto, anzi tantissimo.

Una cultura incredibile, fatta di tradizioni millenarie spazzate via in un batter di ciglia e che gli indigeni cercano di tenere viva come possono.

Ai turisti che arrivano a frotte viene riservata una calda accoglienza, ma prima di capire solo un poco come vivessero e cosa facessero i Maya è d’obbligo dipingersi il viso: possiamo forse sottrarci?

Assolutamente no!

Eccoci quindi tutti colorati ad assistere a danze propiziatore e ad ammirare i manufatti tipici, comprese maschere dall’aspetto spaventoso e inquietante.

Tuttavia, il meglio deve ancora arrivare, anche se purtroppo non possiamo attardarci ad assaggiare le tante varietà di tequila, che – a onor del vero! – hanno il loro bel perché.

Qui questo distillato ottenuto dall’agave blu viene prodotto secondo i dettami delle antiche tradizioni e i Maya hanno senz’altro la loro da dire.

E’ ormai giunta l’ora di restituire la dune buggy e di tornare a bordo, il tempo è passato davvero troppo in fretta!

Ciao, intrigante Cozumel, non so se ci rivedremo, ma ti prego: mantieniti così, bella, allegra e misteriosa come ti ho conosciuta e amata.

Adiós!

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