Montefalco e il Sagrantino: un connubio centenario in un territorio da favola

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Vigneti Arnaldo Caprai, Montefalco

Il Sagrantino è il vitigno autoctono tipico di Montefalco, incantevole borgo perugino al centro di una terra generosa e ancora poco valorizzata, quella umbra, che vanta un vino straordinario dalle caratteristiche uniche; proprio qui si apprezzano l’ospitalità generosa e la storia di grande passione e amore per la propria terra di ARNALDO CAPRAI, la cantina leader nella produzione del celeberrimo vino rosso Sagrantino di Montefalco .

Piazza del Comune, Montefalco (Perugia)

UN BORGO MERAVIGLIOSO:
Autentico gioiello, Montefalco, che deve il suo nome proprio al gran numero di falchi che al tempo di Federico II di Svevia popolavano i cieli del borgo, è un monumento a cielo aperto.

Montefalco (Perugia)

Circondato dalle alte mura rimaste quasi intatte, nasconde al suo interno un centro medievale attivo e brulicante di ristorantini, negozi di artigianato locale e capolavori artistici di incredibile fascino.

La grandissima piazza del Comune, le stradine che si insinuano discrete tra le case, i belvedere disseminati qua e là lungo le mura e, su tutto, la chiesa museo di San Francesco.

Chiesa Museo di San Francesco, affreschi del Perugino

Di una bellezza da togliere il fiato, con i meravigliosi affreschi di Benozzo Gozzoli e di Pietro Vannucci, conosciuto come il Perugino, la chiesa trecentesca vale da sola la visita a Montefalco.

Chiesa Museo di San Francesco, Montefalco

Montefalco e il Sagrantino anche in questo caso costituiscono un tutt’uno perché grazie all’azienda vinicola Arnaldo Caprai e all’iniziativa #CAPRAIFORLOVE sono stati promossi progetti di conservazione e restauro delle opere d’arte quali, per esempio, il recupero dei “Grandi Francescani” dipinti dal Gozzoli e tornati a risplendere grazie ai fondi raccolti con la vendita della serie di sei bottiglie in edizione limitata del Montefalco Sagrantino DOCG Vigna del Lago 2012 Arnaldo Caprai, il cui ricavato è stato devoluto al Comune di Montefalco per il restauro.

I Grandi Francescani, restaurati grazie a #CAPRAIFORLOVE

UNA PASSEGGIATA TRA I VIGNETI:
Non i soliti vigneti, ma una immersione nel paesaggio e nel territorio di Montefalco dove il vino è diventato protagonista indiscusso.

Azienda vinicola Arnaldo Caprai, Montefalco

Sagrantino certo, ma non solo: attraversando il meraviglioso viale di ingresso circondato da magnifici ulivi, si arriva all’azienda ARNALDO CAPRAI, storica realtà perugina che da oltre trent’anni alleva viti e produce vini di grande prestigio.

Qui occorre senza dubbio programmare una visita alla cantina, una degustazione, che può essere accompagnata anche dall’assaggio del profumato olio extravergine di oliva ottenuto dagli ulivi Caprai, un pranzo delizioso o una cena gourmet in una delle location più suggestive che abbiate mai immaginato, a lume di candela o in cima alle dolcissime colline.
Una esperienza unica e imperdibile che saprà regalare straordinarie suggestioni.

D’altra parte, Marco Caprai, illuminato e colto imprenditore, non ha voluto solo ottenere il miglior Sagrantino possibile, ma fare della propria azienda vinicola un fiore all’occhiello della realtà produttiva umbra e di Montefalco in particolare.

Arnaldo Caprai, Montefalco (PG)

Marco Caprai ha creduto nella ricchezza di questa tradizione e l’ha recuperata in chiave moderna, adottando i più innovativi metodi di produzione e di gestione aziendale.


Grazie alla costante ricerca e alla sperimentazione, oggi CAPRAI è in grado di offrire al pubblico vini potenti, eleganti e di grande personalità.

UNA STORIA CHE ARRIVA DA LONTANO:
Sono ben quattrocento gli anni che il sagrantino di Montefalco può vantare.
Tipico di Montefalco, questo vitigno cresce esclusivamente su questo territorio e si lega indissolubilmente alla storia del borgo di origini etrusche diventato poi, in epoca medievale, parte del regno di Federico II di Svevia.

Grappolo di Sagrantino, azienda vinicola Arnaldo Caprai

Tra le tante testimonianze storiche sui vini di Montefalco, la prima è di Plinio il Vecchio.
Si pensa che il Sagrantino sia di origine locale perché non ha alcuna somiglianza con altre varietà, anche se secondo altri il Sagrantino è stato introdotto dalle regioni dell’Asia Minore dai seguaci di San Francesco ed il suo nome deriverebbe proprio dall’utilizzo nei riti religiosi monastici (“Sacramenti“) del vino ottenuto dall’uva, il Sagrantino appunto.

Montefalco, mura di cinta

E’ tuttavia del 1549 la menzione più antica sulla coltivazione del Sagrantino a Montefalco, documentata da un’ordinazione di mosto di Sagrantino da un mercante di Trevi.

ALLA SCOPERTA DI ARTI E MESTIERI, PATRIMONIO INESTIMABILE:
Non solo Montefalco: sempre sulla strada del Sagrantino, dopo aver fatto tappa alla cantina ARNALDO CAPRAI, basta un quarto d’ora di auto per recarsi a Bevagna, altro affascinante borgo medievale un tempo importante crocevia dei traffici e delle merci dei Romani.

Piazza Silvestri, Bevagna (Perugia)

Inserita, come Montefalco, tra i Borghi più Belli d’Italia, un tempo circondata da paludi, oggi Bevagna è una cittadina incantevole dove resta immutato il fascino che l’ha accompagnata per secoli.

Bevagna, centro storico

Oltrepassate le mura di cinta, perfettamente conservate, si fa un salto indietro nel tempo e ci si proietta in quella che doveva essere la vita medievale di Bevagna.

Bevagna, centro storico

Oltre ai tanti accoglienti luoghi ove assaporare un buon bicchiere di Sagrantino, magari accompagnato da golose bruschette o con un bel piatto di pasta fatta mano, la particolarità di Bevagna è nelle celeberrime Gaite, ovvero gli antichi quartieri, che fanno a gara per riproporre in maniera fedele e autentica i mestieri e i prodotti del medioevo.

Cereria a Bevagna

Ecco allora una visita alla bottega del pittore, a quella del tessutaio, oppure alla bottega dei lumi di cera o a quella della carta: un universo di esperienze che lascia a bocca aperta e che apre una finestra sul mondo di ieri e ci fa capire meglio chi siamo oggi e come siamo arrivati sin qui.

Carlotta in visita ai vigneti Arnaldo Caprai

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