Sergio Sylvestre è “Safe” con Ivana Lola: dieci domande irriverenti per saperne (tanto) di più

Amici di Carlottissima!

E’ appena uscito “Safe“, il nuovo singolo di Sergio Sylvestre feat Ivana Lola e già non si parla d’altro nel mondo musicale. Dopo la straordinaria vittoria ad Amici di Maria De Filippi nel 2016, Sergio torna con una grinta e un’energia tutte nuove per affrontare un periodo che si preannuncia ancora difficile, ma che potrà riservare anche qualche sorpresa e soddisfazione.

Ecco allora una doppia intervista a Sergio e Ivana per indagare un po’ più a fondo e scoprire tutto quel che c’è da sapere sul big boy della musica contemporanea e sulla sua bellissima partner.

1 – Da piccolo cosa sognavi di fare?

Sergio: Da piccolo volevo dare soddisfazione ai miei genitori pensando di fare un lavoro importante e riconosciuto, come il medico, l’avvocato… cose così, insomma.
Ivana: Io non ho mai avuto dubbi, volevo fare quello che poi ho fatto e sono ora: cantante e musicista.

2 – La cosa che hai amato di più di tua mamma/papà?

Sergio: Devo molto ai miei genitori, che ho sempre ammirato e di cui sono molto orgoglioso. Mia mamma è originaria del Messico, papà di Haiti ed entrambi si sono trasferiti negli USA per studio e lavoro. Hanno dovuto affrontare grandi difficoltà, tra razzismo e pregiudizi, ma non hanno mai mollato e hanno combattuto per questo. Nonostante le difficoltà, in casa non sono mai mancati affetto e buonumore e soprattutto il calore della famiglia: in casa eravamo in cinque, perché siamo tre figli. Per certi versi, l’Italia oggi per me rappresenta la mia grande famiglia, grazie al sostegno delle persone che mi vogliono bene.
Ivana: La cosa che più apprezzo e che amo dei miei genitori è il loro essersi scelti e lo stare ancora insieme. Tra le tante affinità tra me e Sergio c’è anche un’idea di famiglia che ci accomuna, lo stesso senso dei valori e il sapere che non vi è cosa più bella che poter discutere insieme delle proprie difficoltà sapendo di poter contare sull’altro, sul suo supporto. Inoltre, a causa del Covid-19, sia io che Sergio abbiamo sperimentato quando sia dura vivere in lockdown lontano da casa…

3 – A scuola ti dicevano che…?

Sergio: a scuola ero troppo timido e poi, con la mia altezza (2,08 metri) non ero certo quello che si poteva confondere tra gli altri. La mia dimensione così imponente metteva soggezione, nonostante la mia indole e il mio carattere siano incredibilmente dolci: sono sempre stato un gigante buono.
Ivana: quando ero piccola non ho mai smesso di studiare canto, piano e danza. Alla domenica, mentre le compagne si riposavano, io andavo in giro a esibirmi e mi veniva rimproverato di non staccare mai. Del resto, io ero nel mio mondo, mentre avrebbero voluto riportarmi sulla Terra…

4 – Quando hai capito che avresti realizzato il tuo sogno?

Sergio: La prima volta che ho cantato davanti a un pubblico importante, quando sono stato sul palco con Andrea Bocelli, oppure mi sono esibito davanti al Papa, o ancora quando ho cantato all’Arena di Verona. Questi eventi mi hanno fatto capire che ero arrivato, ma in realtà non me ne sono reso conto subito: ho realizzato quanto era accaduto nel momento in cui a causa della pandemia non ho più potuto esibirmi. Mi manca il calore del pubblico, è un elemento vitale per me.
Ivana: Ho iniziato a esibirmi fin da piccola, ma ho capito di aver realizzato il mio sogno quando tre anni fa mi sono esibita a Tel Aviv, in Israele. Sentire il pubblico che cantava le mie canzoni è stato straordinario, indimenticabile, unico.

5 – Hai conosciuto Ivana (Sergio) e hai pensato…?

Sergio: quando ho visto Ivana ho pensato “Wow!”. Mi sono trovato di fronte una persona che mi sembrava di conoscere da sempre, di una generosità senza eguali, sempre disponibile e capace di risollevarmi quando sono a terra. In primavera sono stato vittima di offese a causa di un piccolo incidente occorso quando mi sono trovato a cantare in uno stadio così maledettamente vuoto che mi è mancata la voce per l’emozione. Ivana mi è stata vicina e mi ha aiutato a superare questi momenti difficili; tra me e lei c’è una chimica speciale.
Ivana: sono sempre stata attratta dai talenti e, pur vivendo a Los Angeles, ho seguito con attenzione i talent show italiani. Quando ho visto Sergio vincere ad “Amici” ho pensato che dovevo assolutamente conoscerlo, a maggior ragione perché lui è di Los Angeles e abbiamo amici in comune. Per una serie di circostanze, però, alla fine abbiamo avuto modo di incontrarci di persona mesi dopo, proprio qui in Italia, a Napoli. Sono stata immediatamente attratta dalla sua personalità e dalla sua bellezza e, dopo aver preso un caffè insieme, ho pensato: “Ma da quanti anni ci conosciamo?”.

6 – Qual è stato il tuo più grande successo, nella vita o nel lavoro?

Sergio: Da ragazzo ho giocato a football americano come professionista. Avevo forse un futuro nello sport, ma un brutto incidente mi ha messo KO: ho rotto un ginocchio e ho dovuto dire addio a quella che sembrava la mia strada. E’ stata durissima, ma quando stavo per sfiorare la depressione mio padre mi diede una scossa e mi suggerii di fare un viaggio, stare lontano per un po’ cercando di dimenticare il pallone. Arrivai in Italia e mi si presentarono nuove e straordinarie opportunità e con esse tornò la voglia di vivere. Qualcuno dice che ho trovato l’America in Italia, ma l’America è ovunque, perché è il cuore che ci deve guidare. Lo sport mi ha insegnato molto: per esempio la disciplina, l’abnegazione, ma lontano da quel mondo ho trovato il vero me stesso: sapevo chi ero e cosa volevo, ma mi sentivo confuso. Crescere vuole anche dire non mollare e attraverso la sofferenza si può scoprire di avere una forza insospettabile. La musica mi regala felicità e amore, sentimenti che non si possono di sicuro comprare.
Ivana: Il mio vero successo è stato riuscire a fare quello che volevo fare. Sono riuscita a non piegarmi di fronte ai tanti “No” rimanendo quella che ero e che sono, autentica e vera. Io suono il piano, compongo, canto: per fare musica devi metterci emozioni vere e autentiche, che sono poi quelle che ti fanno restare al di là del tempo. La musica è una malattia della quale sono fiera di essere affetta e mi ha dato la libertà di fare quello che voglio come artista e come donna.

7 – “Safe” cosa rappresenta per te?

Sergio: “SAFE” è un messaggio universale, in cui tutti possono ritrovarsi. Si parla di temi importanti, l’amore, la voglia di combattere per qualcosa a cui teniamo anche se non sempre i sogni si realizzano. Mio padre diceva che se ti piace un fiore non lo devi cogliere, ma lasciare che cresca: proprio come l’amore, che sa donare emozioni ed energia.
Ivana: E’ un pezzo corale, a cui hanno partecipato, oltre a me e a Sergio, anche tutti i componenti del nostro team, ciascuno per le proprie competenze. Ci abbiamo messo testa e cuore, non si è trattato di un brano studiato a tavolino per far contenti i discografici o un brano commerciale dal facile successo di pubblico. “Safe” nasce dall’amore per la musica, ricordandosi che bisogna rischiare e non avere paura: l’amore non si può controllare, si può solo fare; “Safe” è un inno alla rinascita per la quale bisogna combattere contro la negatività.

8 – “Safe” è la colonna sonora perfetta per…?

Sergio: per tutti, senza distinzione. “Safe” è dedicato a chi ama la musica.
Ivana: per me è perfetto per tutti quelli che hanno “voglia di…”: voglia di andare in palestra, voglia di viaggiare, voglia di mangiare, voglia di fare l’amore…

9 – Parliamo di look: quando scegli un outfit, a cosa pensi?

Sergio: all’abbigliamento non penso mai troppo, mi interessa piuttosto sentirmi comodo e a mio agio, indossare capi che mi fanno stare bene. Mi piacciono il bianco e il nero, trovo che stiano bene con tutto. Il nero poi per me ha anche un significato simbolico legato alla lotta alla discriminazione razziale, oltre che essere legato alla terra, fertile e generosa.
Ivana: il mio modo di vestire è una corazza. Sono sue persone e una allo stesso tempo: ho un aspetto un po’ aggressivo quando sono sul palco, tanto nero e lustrini, ma per esempio adoro i cartoni animati. Il mio look è curato dallo stilista Bjorn Van Der Berg, un designer norvegese molto conosciuto perché suoi sono gli outfit di molte star dello spettacolo. Devo poi dire che io amo i tacchi e i bustier, impossibile rinunciarvi.

10 – Se potessi farti una domanda, cosa ti chiederesti?

Sergio: vorrei che mi si chiedesse se sono felice. E’ una domanda alla quale non è facile rispondere, ma oggi posso dire che sì, lo sono. Ho la salute e faccio quello che mi piace fare: bisogna saper dare valore anche alle piccole cose.
Ivana: se mi chiedessero: “usciremo davvero da questa situazione?” la mia risposta sarebbe Sì, sono positiva nella maniera più assoluta. Nonostante le gravi perdite umane che abbiamo avuto, la vita va avanti: passerà. Questo è il mio augurio per tutti quanti noi.

Ascolta SAFE qui: https://VA.lnk.to/iBWNwDPw

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...