Grano jervicella: il buono e il bello del frumento marchigiano

Amici di Carlottissima!

Siete attenti alla dieta, ma non volete rinunciare alla pasta e al pane?
Vi piacerebbe avere un cappello di paglia nel vostro guardaroba, magari abbinato a scarpe di ottima qualità?
Bene, tutto questo si può avere: ce lo fornisce il grano jervicella!

Grano jervicella

Il grano jervicella è un frumento speciale autoctono e tipico delle colline fermane.
Il jervicella viene impiegato come materia prima per la preparazione di pasta, pane, dolci e per la produzione di scarpe e, con le trecce ricavate dagli steli o fusti, si  confezionano i cappelli di paglia, soprattutto a Montappone.

Questo tipo di frumento prende il nome da Giuseppe Jervicella, che negli anni ’30 selezionò e sperimentò questa nuova specie di cereali.
Nei decenni successivi la coltivazione del grano Jervicella si diffuse nelle Marche e in altre regioni d’Italia, ma col passar del tempo la sua coltivazione incominciò a perdere di interesse, perché il grano iniziò a presentare alcuni problemi nel momento del raccolto: il suo fusto lungo e sottile sotto i colpi del vento e della pioggia si piegava e rendeva la resa inferiore alle aspettative.

Si cominciò quindi a guardare ai nuovi tipi di grano tenero con lo stelo più robusto e resistente alle intemperie, che permettevano un raccolto più abbondante. Lo jervicella ha però mantenuto il pieno riconoscimento delle sue qualità nutrizionali per la ricchezza di fibre e proteine con basso apporto di zucchero e carboidrati, tanto da essere consigliato anche nelle diete ipocaloriche, e oggi la coltivazione del grano Jervicella prosegue con grande forza.

Questo sottile filo di grano, il jervicella, ha anche il grande merito di coniugare diversi comparti produttivi della zona di Fermo che rappresentano delle eccellenze italiane nel mondo:  agroalimentare, calzature, cappelli e turismo.
Per questo motivo Confindustria lo ha messo al centro di un progetto ambizioso: ‘Cum grano salis’.

L’obiettivo è far conoscere un nuovo modo di produrre, basato su un diverso patto fra terra ed industria in cui lo sviluppo industriale non mortifica la natura e in cui l’industrializzazione dei processi non cancella le tradizioni, ma le accentua.

Carlotta al Museo del Cappello di Montappone

Per tutelare questo sistema produttivo, Confindustria Fermo ha proposto di organizzare corsi specifici per la lavorazione del grano jervicella ai ragazzi che frequentano le due scuole di formazione – uniche nel loro genere in Italia! – denominate “Fabbriche pilota” del Distretto delle calzature e di quello del cappello.

Se volete saperne di più ecco dove scrivere: info@confindustriafermo.it

2 pensieri riguardo “Grano jervicella: il buono e il bello del frumento marchigiano

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...